Repertorio di forme straordinarie della Natura
Se in “Regesto di oggetti memorabili dell’uomo” Ezio Ferreri aveva archiviato le forme create dalla mano dell'uomo - attrezzi, ferri, oggetti d'uso consumati dal lavoro - qui archivia le forme create senza mano.
Sono pietre raccolte in Sicilia, sull'Etna, sulle spiagge. Ma fotografate in studio, isolate sul tavolo di legno, diventano altro.
Una pomice di Lipari bianca è il Cervino. Un ciottolo nero di lava è un uovo cosmico. Un'arenaria stratificata è un'isola. Un diaspro giallo venato è un cuore.
La natura qui è scultore. Ma è uno scultore che lavora per sottrazione e per accumulo, con tempi che non sono i nostri: il mare che leviga per migliaia di anni fino all'ovale perfetto, il vulcano che raffredda di colpo il fuoco in vetro nero, l'acqua calcarea che deposita strato su strato fino a creare un bozzo antropomorfo.
Ferreri non interviene. Le appoggia sul tavolo come un pittore metafisico - Morandi, de Pisis - e le illumina con luce radente. Il legno sotto, il fondo color terra dietro. Nessuna ombra drammatica. Solo la forma.
È un repertorio, appunto. Non una collezione di pietre belle, ma un inventario di come la materia, lasciata sola, sa diventare opera d'arte. Senza autore.