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I FANTASMI DI POGGIOREALE 3

Il nitore delle immagini è come alcool nelle ferite ancora aperte di quel tragico gennaio del ’68 a Poggioreale, brucia l’anima e riaccende il ricordo doloroso di un vissuto abbandonato.  Contrasti di luce e ombra costruiscono istanti di un occhio gettato in un altrove temporale per restituirlo come “qui ed ora”, nella frazione di tempo di un battere di ciglio. Ma queste immagini vogliono dare  una rappresentazione di una realtà più profonda che si raggiunge con un  incontro di tagli, nel rapporto tra linee orizzontali e verticali, nell’incrocio di diagonali e nell’elaborazione di una scala di grigi pressoché infinita. Ma non è però una mera questione di tecnica, piuttosto quella realtà appare più profonda proprio perché manca la seduzione della spettacolarizzazione.